Paola Grizzetti: bilancio dei primi tre anni a Lugano e prospettive per il 2019

Giovedì 20 dicembre la sede sociale è stata letteralmente “invasa” da atleti, genitori per l’ormai tradizionale festicciola pre-natalizia. Ha fatto gli onori di casa il dinamico presidente Claudio Pagnamenta che non ha mancato di sottolineare il buon momento in cui vive la società, testimoniato dalla massiccia presenza in questa piacevole e… gustosa ricorrenza.  Nel corso della serata si è proceduto alla premiazione del “Challenge” interno, ideato da Paola, andato in scena il 15 dicembre in una mattinata per così dire “fresca” che ha visto la partecipazione di agonistici, pre-agonistici e corsisti di base che si sono cimentati in tre “discipline”: barca, corsa e ergometro”. Vista l’ottima riuscita di questa edizione, ci è stato assicurato che il “Challenge” verrà ripetuto anche nel prossimo anno. Sul gradino più alto del podio troviamo Matteo Pagnamenta, seguito, nell’ordine, da Chiara Cantoni e da Neel Bianchi. Quest’ultimo, in occasione del test di remoergometro, facendo segnare un crono di 6’34” (7” migliore del precedente primato personale) si è guadagnato il diritto di partecipare alla Coppa della gioventù in programma a inizio agosto a Corgeno.

L’incontro pre-natalizio ci ha consentito di intrattenerci con Paola che gentilmente ci ha concesso un’intervista che qui, con piacere, riportiamo a favore dei nostri lettori.

Siamo giunti al tuo terzo anno alla guida tecnica della Società. Ci puoi tracciare un bilancio del tuo operato e, in particolare, nel 2018?

“Un bilancio più che positivo sia per quanto riguarda il numero dei ragazzi sia per quanto concerne i risultati ottenuti. Il che non guasta mai. Come ho sempre ripetuto l’aspetto agonistico riveste una grande importanza, ma non è tutto. Per me, fondamentale, è condividere l’amicizia tra i ragazzi e che questi assaporino il piacere di praticare lo sport. È chiaro che se, nel corso della preparazione, intravvedo un elemento maggiormente dotato cerco di seguirlo con più attenzione e, nel contempo, renderlo attento delle sue possibilità. Nel 2018 abbiamo ottenuto risultati importanti; ci è mancata la medaglia d’oro, questo è vero ma ci siamo andati molto vicino”.

Nell’intervista che mi avevi concesso all’inizio del tuo mandato avevi detto che il canottaggio è uno sport di prestazione e pertanto l’atleta ha bisogno di tempo per migliorare le qualità fisiologiche, tecniche e tattiche. A che punto siamo a Lugano?

“I ragazzi sono cresciuti. Ho fatto loro notare i sensibili miglioramenti. Una buona parte degli obiettivi sono stati raggiunti. Ripeto e sottolineo che non è possibile ottenere tutto e subito. Come dicevo poc’anzi, a distanza di tre anni, i risultati ottenuti in stagione confermano la mia filosofia”.

Nella nuova stagione, alcuni U19 passeranno nella categoria superiore. Cosa è stato fatto o cosa intendi fare per trovare nuove leve al fine di garantire un graduale ricambio di forze?

“Con la Direzione, stiamo lavorando per cercare nuove leve. In occasione dell’ultima edizione di ‘Sportissima’ siamo riusciti a coinvolgere un discreto numero di ragazzini che intendo buttare nella mischia già nella prossima stagione. Siamo intenzionati a prendere contatto con le scuole luganesi, un bacino molto importante per rimpolpare il vivaio. Mi piacerebbe potenziare il settore femminile. Olivia Negrinotti rappresenta un ‘veicolo’ di propaganda molto significativo. Formare un otto femminile già a partire dai 15-16 anni è uno dei sogni nel cassetto”.

Quali gli obiettivi fissati per la nuova stagione?

“Riuscire a formare una squadra competitiva come quella avuta a disposizione quest’anno e poter lavorare in modo armonioso. La forza del gruppo è di fondamentale importanza. È l’auspicio di ogni allenatore. Ci sono concrete possibilità per migliorare i già ottimi risultati conseguiti nel 2018.  Spero di poter contare su un bel gruppo in campo femminile. Sono lieta di poter contare sull’apporto di Filippo Ammirati più che mai intenzionato a rientrare nel giro della nazionale U23. Per i novizi ci sarà la possibilità di fare utili esperienze”.

Come vedi il futuro del canottaggio “planetario”, viste le intenzioni della FISA di togliere dal programma olimpico la categoria dei pesi leggeri per far posto a due specialità come il coastal e al beach rowing che poco o nulla hanno a che vedere con il canottaggio tradizionale?

“È una decisione che mi lascia alquanto perplessa. Come dici tu, sono due specialità completamente fuori dal contesto remiero tradizionale, oltretutto praticate sul mare e quindi poco spettacolari. Spero che i dirigenti della FISA riflettano attentamente prima di prendere una decisione definitiva”.