Obiettivo nazionale juniori per il canottiere luganese Elie Jaumin

Un giovane che sa ciò che vuole

È nato il 9 novembre 1997, quindi sotto il segno zodiacale dello scorpione che, secondo gli esperti in astrologia viene indicata come persona piena di risorse, profonda, seria, dotato di un forte magnetismo fisico e in grado di scoprire il punto debole dell’avversario. Caratteristiche che ben s’addicono a Elie Jaumin, uno dei tanti promettenti giovani che animano il Club Canottieri Lugano, uno dei sodalizi più longevi cittadino che proprio tre anni or sono ha festeggiato i… primi cento anni di vita. Elie frequenta il terzo anno al Liceo scientifico Leonardo da Vinci.

Jaumin, un nome quantomeno strano alle nostre latitudini.

“È vero – ci dice Elie. Mio papà di nazionalità belga, mamma italiana ed io sto aspettando di ricevere il passaporto rossocrociato”.

Il canottaggio non è stato il tuo… primo amore, o sbaglio?

“È vero. A 6 anni mi sono avvicinato alla vela presso il Circolo velico lago di Lugano in compagnia di un amico. Disciplina che mi è subito piaciuta e che ho praticato con eccellenti risultati tanto da essere selezionato per la nazionale elvetica ai Campionati europei juniori 2012 a Riva del Garda nella categoria 4,20, conclusi nella prima metà della classifica”.

Dalla vela al remo, come mai?

“Dopo gli ‘Europei’, il mio compagno entrava nel mondo del lavoro come apprendista, abbandonando di conseguenza lo sport. Mancandomi la mia abituale ‘spalla, ho deciso di iniziare una nuova avventura come canottiere, consigliato anche da mio padre che già in gioventù aveva praticato questa disciplina presso il Club Canottieri Lugano seppure non a livello competitivo”.

Come è stato il tuo primo impatto?

“Mi sono trovato subito a meraviglia, favorito dalla presenza di favolosi compagni, tutti più giovani di me e da un allenatore (Sergio Cuttica), paziente e, soprattutto, molto competente che mi ha subito inculcato i fondamenti della disciplina. Sono subito arrivati i primi, confortanti risultati, vincendo dapprima il titolo cantonale di remoergometro. Nella prima regata nazionale sono riuscito a centrare l’accesso alla finale maggiore. Cosa non scontata per un neofita”.

Quali le differenze fra vela e canottaggio?

“Per la vela la tattica è l’elemento più importante. Nel canottaggio, conta, oltre alla tecnica di base, una buona condizione fisica e l’aspetto mentale, soprattutto nei momenti cruciali della gara. La grande amicizia, l’ambiente sereno sono le componenti che accomunano le due discipline. Non va sottaciuto il fatto che a Lugano, a differenza, di altre località dell’interno possiamo contare su un lago praticabile in quasi tutti i mesi dell’anno il che ci consente di allenarci in modo adeguato”.

Quali sono i tuoi obiettivi a breve e a medio termine?

“Quest’anno ho ancora la possibilità di gareggiare nella categoria U19. L’obiettivo è quello di poter far parte della nazionale per gli europei di Racice (Cechia) e, possibilmente anche per i ‘mondiali’ di Rio de Janeiro, sul bacino dove  il prossimo anno si svolgeranno i Giochi olimpici. Spero di poter ricevere in tempo utile il passaporto rossocrociato e di poter ritoccare da 6’49” a 6’30” il tempo sul remoergometro: uno dei criteri imposti dalla Federazione svizzera.  Il prossimo anno passerò nella categoria U23. Farò il possibile per far parte ancora della… famiglia rossocrociata”.

Con gli studi come la mettiamo?

“Vanno discretamente. Riesco assai bene a gestire le due attività: scuola e sport che, per quel che mi concerne, le considero complementari: una aiuta l’altra”.

Auguri Elie di poter raggiungere gli obiettivi indicati.